Simala
Simala
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È un portale archivoltato con paramento murario in blocchi squadrati e con una cornice superiore dai profili dentellati. 

Come tutti i portali di Simala e del territorio della Marmilla, è testimone dello stile, della sensibilità culturale e della disponibilità economica dei committenti che affidavano il lavoro a “picaperdas” anche di passaggio, i quali scolpivano l’arenaria o la pietra spaziando da forme artistiche lineari e semplici ad altre più ricercate ed eleganti.

Nel caso specifico il portale fu eseguito dallo scalpellino cagliaritano Franceschino Sundas, conosciuto come MaìstuCicchì(n)u che, insieme alla numerosa famiglia, durante i bombardamenti del 1943 su Cagliari, come centinaia di altri sfollati che si rifugiarono nei paesi dell’interno dell’isola, fuggì dalla paura e dalla misera vita che conduceva in città per cercare ospitalità altrove. 

Francesco Sundas, come raccontano le cronache del borgo, preparava un bozzetto, squadrava i blocchi di pietra, li scolpiva e poi assemblava i pezzi secondo gli intendimenti del committente che, spesso, si affidava anche all’estro e alla creatività dell’ideatore. 

Ai lati del portale sono ancora presenti i paracarri anch’essi in arenaria, una roccia di origine sedimentaria, friabile e facilmente soggetta a fenomeni di erosione. Questo tipo di rocce, molto diffuse in questo territorio, sono infatti costituite da depositi di granelli di sabbia di piccole dimensioni che sovrapponendosi si comprimono e si cementano formando degli strati compatti.

Opera dello stesso scalpellino è anche il portale vicino, lungo la stessa via, il cui arco ha le rifiniture in laterizi.