Simala
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I due portali di dimensioni e proporzioni differenti, un tempo entrambi di proprietà della famiglia Massidda, sono a tutto sesto, in pietra e copertura in coppi sardi. Quello a destra è provvisto inoltre di piccionaia a doppie finestrelle.

Il portale a sinistra di chi guarda immette in una piccola corte in fondo alla quale rimangono ancora oggi i ruderi di un’abitazione costruita nel 1928, come attesta la data incisa nella chiave di volta che orna l’arco della piccola loggia del fabbricato. Nel cortile è presente, come in tutte le case a corte, il pozzo indispensabile per l’approvvigionamento familiare poiché, fino agli anni '50, non esisteva a Simala una rete idrica e l’acqua per irrigare l’orto, per lavare i panni e per tutti gli altri usi domestici si attingeva dalla fontana di casa o da sorgenti vicine al centro abitato.

L’anno di costruzione del monumentale ingresso a destra è invece il 1920. Esso immette in un ampio spazio destinato un tempo al ricovero del bestiame e degli attrezzi da lavoro.

L’altezza e, in generale, le sue dimensioni e proporzioni geometriche sono quelle standard in quanto esso era destinato al passaggio dei carri che trasportavano covoni di grano, di avena, di orzo o anche di fave. 

Ai lati del portale sono ancora presenti i paracarri per impedire alle ruote, molto robuste, di intaccarne gli stipiti. Le ruote dei carri a buoi, un tempo, erano piene ma furono poi sostituite da quelle a raggiera quando un’ordinanza del regno sardo impedì ai proprietari di questi veicoli di entrare nelle città di Cagliari e di Sassari.