Simala
Simala
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Il grande portale ha stipiti, capitelli e arco in pietra. 

Il suo committente, Giovanni Cabras, dopo aver acquistato negli anni Quaranta una frazione del grande complesso edilizio a corte appartenuto alla famiglia del Giudice Eugenio Cancedda, ultimo proprietario, nell’alto muro di cinta fece erigere l’imponente ingresso e nella chiave dell’arco fece incidere l’anno di costruzione (1945) e le sue iniziali GC. 

Come alcuni portali simalesi fu realizzato dallo scalpellino cagliaritano màistu Franceschino Sundas, sfollato con la numerosa famiglia in Marmilla dopo i bombardamenti su Cagliari del 1943, il quale con la realizzazione a Simala e nei paesi limitrofi dei monumentali ingressi che gli venivano commissionati, si guadagnava da vivere. Il compenso si stabiliva tramite una sorta di baratto e, solitamente, consisteva in qualche starello di legumi e di altre granaglie.

I portali venivano realizzati seguendo un bozzetto predisposto dallo scalpellino che assecondava i gusti e la disponibilità finanziaria del committente.

La tipologia di pietra usata era una roccia sedimentaria tipica del territorio. Era una roccia tenera, piuttosto friabile e facilmente scalfibile. L’alto muro che delimita l’intera proprietà, precedente alla costruzione del portale, è costruito in grosso pietrame.

Il portone, a grandi assi di legno poste in verticale, è finemente decorato nella parte superiore e presenta sulla destra l’ingresso pedonale.