Simala
Simala
Ascolta la descrizione audio di questo contenuto

L’abitazione, non più esistente, era la tipica dimora rurale della Sardegna meridionale.

Presentava un doppio cortile e un grande portale dalle belle proporzioni che, a causa dall’innalzamento progressivo del piano stradale e di sommari accomodamenti, appare oggi fortemente penalizzato. Nel cortile, ampio e di forma irregolare, completamente circondato da muri e da costruzioni, era presente l’abitazione principale corredata, in tutta la sua lunghezza, di un loggiato sorretto da colonne quadrangolari in pietra. Intorno alla corte vi erano numerosi annessi rustici quali il ricovero per i buoi da lavoro, sostenuto da colonne quadrangolari in pietra e con grandi mangiatoie, il pagliaio, la stalla per il maiale e gli altri ripari per gli animali da cortile e per gli attrezzi da lavoro.

Nella grande cucina con la copertura a cannizzada e con il pavimento inizialmente a fomentu, ottenuto da un misto di argilla, sterco bovino e paglia, in posizione centrale era su foxile (foscìle), il fuoco. Quasi sacro, non si spegneva mai perché era segno di vita. Esso andava custodito, protetto e a fine giornata le braci, coperte di cenere, si conservavano perché potessero essere rivitalizzate il giorno successivo, mentre il fumo fuggiva via attraverso gli spazi del soffitto a incannicciato.

Alla cucina seguivano le camere, is apposentus, le stanze aggiunte cioè apposte, come la camera da pranzo con le mattonelle in graniglia di cemento a disegni floreali riservata alle occasioni importanti e le camere da letto.