Simala
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In fondo al vicolo sono due portali architravati la cui struttura prende a modello quello detto trilitico dei dolmen di età preistorica, dei quali si hanno numerosi esempi in Sardegna, in cui una o più pietre di grandi dimensioni sorreggono dei lastroni posti orizzontalmente. 

Nel tempo, tale sistema è stato pian piano soppiantato da quello archivoltato, più stabile, la cui ideazione, secondo l’opinione comune, è da riferirsi ai Romani.

Nel nostro caso, gli ingressi alle abitazioni hanno gli elementi portanti, chiamati piedritti, formati da pietre in blocchi squadrati di marna su cui poggia orizzontalmente un terzo elemento in legno detto architrave. La copertura è a due spioventi con tegole sarde. Uno di essi è datato 1915. Ambedue sono stati oggetto di restauro.

Uno dei portali immette nella casa tipica campidanese con il grande cortile intorno al quale, oltre all’abitazione del proprietario e della sua famiglia, vi erano diversi annessi rustici per gli animali da cortile, compreso l’umile somarello destinato a far girare la mola per macinare il grano, e il loggiato per le pecore. Caratteristica era la grande cucina al centro della quale vi era su foxile (foscìle), il grande focolare domestico. 

Il committente del secondo portale era uno dei numerosi carrettieri del territorio, gli autotrasportatori di una volta. Con i loro carri percorrevano anche lunghe distanze e veicolavano qualsiasi genere di prodotto dal paese alla città e viceversa. Quelli della Marmilla, per arrivare fino a Cagliari, sia all’andata che al ritorno, impiegavano fino a tre giorni con una sosta notturna per sfuggire agli eventuali atti di brigantaggio e per far riposare gli animali.